Caso Ilva di Taranto
Un ricorso alla Consulta per la salvaguardia della politica industriale
Questa mattina il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà ha parlato ai microfoni del Gr1 annunciando l’intenzione del governo di inoltrare un ricorso alla Consulta volto alla contestazione dei provvedimenti emessi dalla magistratura che portano alla chiusura degli impianti dell’acciaieria Ilva di Taranto. Il sottosegretario ha spiegato che “la tutela della salute e dell’ambiente è un valore fondamentale che anche il governo vuole perseguire”, al pari del rispetto per le sentenze emesse dai giudici e delle quali il governo prende atto. "Però, alcune volte – ha continuato Catricalà – queste sentenze non sembrano proporzionate rispetto al fine legittimo che vogliono perseguire e quindi noi chiederemo alla Corte Costituzionale di verificare se non sia stato menomato un nostro potere: il potere di fare politica industriale». Leggi L'Ilva funesta
13 AGO 20

Questa mattina il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà ha parlato ai microfoni del Gr1 annunciando l’intenzione del governo di inoltrare un ricorso alla Consulta volto alla contestazione dei provvedimenti emessi dalla magistratura che portano alla chiusura degli impianti dell’acciaieria Ilva di Taranto. Il sottosegretario ha spiegato che “la tutela della salute e dell’ambiente è un valore fondamentale che anche il governo vuole perseguire”, al pari del rispetto per le sentenze emesse dai giudici e delle quali il governo prende atto. "Però, alcune volte – ha continuato Catricalà – queste sentenze non sembrano proporzionate rispetto al fine legittimo che vogliono perseguire e quindi noi chiederemo alla Corte Costituzionale di verificare se non sia stato menomato un nostro potere: il potere di fare politica industriale».
Il sottosegretario del governo tecnico ha poi voluto fugare ogni dubbio circa la possibilità che la scelta del governo di ricorrere alla Consulta possa rappresentare il rischio di uno scontro con la magistratura e ha chiarito: "Noi contestiamo un singolo atto ritenendolo sproporzionato. Noi abbiamo stabilito con un decreto legge in linea con un orientamento preciso del Tribunale della Libertà di continuare le lavorazioni che non sono dannose, che non sono nocive e nel frattempo cominciare seriamente la politica di risanamento. E abbiamo stanziato centinaia di milioni proprio per questo. Questo decreto legge resterebbe privo di qualsiasi valore se l'industria dovesse smettere di lavorare, se il forno si dovesse spegnere. Sarebbe un fatto gravissimo per l'economia nazionale, sarebbe un fatto grave non solo per la Puglia ma per l'intera produzione dell'acciaio in Italia".
Proseguendo nel suo intervento al Gr1, Catricalà ha spiegato gli intenti della missione che vedrà i ministri del governo tecnico impegnati a Taranto il prossimo 17 agosto: "Dovranno parlare con il Presidente della Regione, con la Provincia, con il Comune. Speriamo che possano parlare anche con il Procuratore della Repubblica. È chiaro che dovranno parlare anche con Ilva. La missione è molto importante e potrebbe anche servire a evitare il ricorso alla Corte Costituzionale".
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